Damien Hirst è un artista del cazzo

Si chiama “LOVE IS LOVE FOR BEAUTY AND
TO PROCREATE AND GIVE BIRTH IN BEAUTY” l’ultima opera della scheggia impazzita, nonchè capofila, della YBA (Young British Art) Damien Hirst. Quello, per intenderci, delle mucche sezionate e squali in formalina.

Ha iniziato col teschio di diamanti “For The Love Of God”, una provocazione venduta per 73,74 milioni di euro. Adesso sembra che la carriera di gioielliere lo abbia attratto a tal punto da trascinarlo fuori dai musei per portarlo nelle gioiellerie tout-court (anche se di gran stile ma pur sempre negozi, commercio, mercificazione dell’arte).

Dal 26 a l 28 Giugno in via Torino, 22 a Milano sarà possibile ammirare – rigorosamente dalla vetrina (inviti strettamente riservati) – un bel cazzo ricoperto di diamanti.
40 barre in oro 22 carati per l’asta (scusate il pun) e 1.346 diamanti (tra cui uno rosa bello grosso) per il glande. L’intera opera misura 27,6 cm. Mica male come misura: finirà per acquistarlo la moglie di qualche sceicco come costoso artefatto per il sollazzo erotico.

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wall painting, level up!

Blu mi piace perchè spinge avanti la tecnica, ha deliziose manie di grandezza e ha una visione larga. graffitaro bianco&nero dal tratto essenziale e dai muri larghi, videoanimatore, passando da Buenos Aires – dove evidentemente su graffiti sono più tolleranti della Moratta… – unisce le cose. I personaggi dei sui wall escono dai muri, camminano, interagiscono con l’ambiente circostante, spostando pietre, mangiando fogli. E’ una metafora potente che polverizza le leziose lezioni di mero tagging egocentrico e porta i disegni che vediamo passando a passeggiare dietro di noi, nel flusso della vita, nella società
Bansky gli fa una pippa

L’embedding non funziona, vi tocca cliccare…

MUTO a wall-painted animation by BLU from blu on Vimeo.

Il blog di Blu

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Perchè IKEA sta avanti

ikea-IM.pngHanno rivoluzionato il mercato del mobile. Prima c’erano grassi panzoni che ha consegnarti una scrivania ci mettevano 2 mesi, poi sono arrivati gli svedesi volanti che te la porti a casa subito e la paghi un quarto.

Effetto collaterale: tutte le case degli studenti fuori sede e lavoratori precari hanno gli stessi mobili. Identici.

Ok, la svolta economica del cash&carry applicata ai mobili ha rivoluzionato quel mercato (spingendo anche altri a darsi una mossa o soccombere. Ma è dalle piccole cose che si vede la propenzione determinata ad innovare.

Ho provato il servizio E-Shop di Ikea – attivo per il momento solo in Lombardia: ottimo ed economico, a parte il corriere, SDA, al quale si sono affidati che fa letteralmente schifo e cozza con il resto del servizio.

Inoltre, in un mondo popolato di call center dove l’operatore è un minotauro nascosto in un labirinto di biforcazioni tracciato sulla tastiera del telefono ecco la pensata geniale: chi fa E-Shop usa il computer e allora perchè fargli usare il telefono per chiedere informazioni ad un operatore? Molto meglio un Instant Messenger in un pop-up che si apre direttamente dal sito.

Et voilà!

Bravi bravi… Ora, che qualcuno dei nostri archeo imprenditori italici prenda esempio, grazie!

nuvole all’aereoporto (fffffffffrrrrrrrrr)

A londra piove sempre, alle nuvole sono abituati.
Lo studio Troika – per abbellire l’ingresso della lussuosa sala d’attesa della British Airways all’aereoporto londinese di Heathrow (Terminal 5) – ne ha realizzata una indoor.

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Composta da 4638 tessere flottanti cromate comandate da computer creano significative onde visive ma anche auditive sulla testa dei passeggeri in tranasito. Se avete presente il suono dei suddetti cartelloni ferroviari quando aggiornano gli orari, beh, immaginatevelo diretto a regola d’arte abbinato a svavillanti tesserine luccicanti.
Tocca prendere un aereo e andare a vedere…

qui il video
e maggiori
info

[via Beyond the Beyond]

Riviste a rotelle

Si è vista al singapore design festival 2007 una simpatica idea di fumiko ikeda per gestire giornali e riviste creando al contempo piccoli tavoli e sgabelli mobili (i mobili a rotelle sono più mobili degli altri mobili?!)

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Io ho un amico che abitava al 5 piano senza ascensore, comprava il giornale tutti i giorni e ha uno spiccato senso ricliclaecologico. Quindi leggeva il giornale garbatamente e poi lo impilava con altri sui simili. Ogni volta che raggiungeva un numero sufficiente di giornale, eseguiva su di loro uno splendido bondage in spago ottenendo piccoli sgabbeli bassi in carta: comodi, isolanti e ornamentali. Gli mancava solo qualche rotella…

Polipi e Musica

Nato da una collaborazione tra il Royal College of Art di Londra e la Yamaha Music, questo polipetto di stoffa racchiude un sintetizzatore e vari effette ad attivazione oscilloscopica. I “tonitacoli” (tonetacles) – infatti – reagiscono ai movimenti e alla luce trasformando le onde fel synth nin simpatici rumorini cacofinical-sperimentali, degni della piùà avanguardista elctro music.

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L’avevo visto allo scorso Salone del Mobile milanese (insieme ad altri prototipi frutto della collaborazione tra Yamaha e varie accademie di design) ma purtroppo era prototipicamente non-funzionante. Peccato, perchè da quello che si vede in questo video suonare questo polipetto dev’essere una esperienza interessante.

Il design e la progettazione sono a merito, onore e gloria di Brit Leissler

[Octopulse]

sav mny sav spc sav th nvrnmnt!

Ovvero il carattere ecologista. Nessun psicologismo del nuovo millennio, carattere nel senso tipografico del termine. L’ecosostenibilità si afferma come trend trasversale in tutta la società – finalmente – e anche i font rispondono. Erik Spiekermann della foundry FontFont ha inventato un bizzarro carattere democraticizzante dal criptico nome (FF) MT che elimina, con oscure ma potenti euristiche (per il momento solo in inglese e tedesco), alcune vocali nel minuscolo ed equipara i corpi di maiuscolo e minuscolo.
Insomma ci troviamo di fronte al primo font dotato di intelligenza linguistica, anche se parlare di intelligenza è esagerato, diciamo il primo smart-font che sta alla redazione di testi come il T9 sta a quella di sms. La forma della forma retroagisce sulla forma del contenuto, per dirla in termini squisitamente semiotici. E incarna spontaneamente il vizietto 2.0 di eliminare le vocali per creare quegli affascinanti buzz brand name come flckr, tmblr, stczz.

Che c’entra l’ecologismo?
Ah, già, l’ecologia… Eliminando le vocali usate nei cartelli stradali si risparmia fino al 30{09232ba4466262c09468f7d852b7fafa1f86d58f2a24d8e9ecb8fa3a8aa2e844} di spazio, quindi cartelli più piccoli, meno materiale usato e più visibilità del paesaggio. Eh si, perchè il governo tedesco ha avuto un ruolo importante nella nascita di questo font, frutto di una collaborazione tra i tecnici di FSI FontShop international e il Professor Dr. phil. Arnulf Deppermann, direttore del dipartimento di pragmatica all’Institute for German language (Duden). Mica pizza e fichi.

FF MT OpenType per Mac (e PC…) si scarica gratuitamente da qui. Maggiori informazioni in un inglese con cui non sempre il traduttore di google riesce a sconfiggere il tedesco, invece qui.

la via cinese all’estrazione dei tappi

La Cina è vicina. Mentre aspettano di capire come si fa il vino si preoccupano di studiare nuovi modi per far saltare i tappi. Metafora di un’economia che sgomita e di modelli culturali innovativi. Non ho capito benissimo come funziona questo tappo-cava-tappo (senza chiodi) ma i bozzetti sono bellissimi, come anche quelli del prototipo peugeot dello stesso autore.

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(Via ZengShuang.Design.)

Le vere finestre pop-up

Metafore di ritorno. Dopo anni passati a usufruire metaforicamente di concetti del mondo reale la Rete inizia a spingere nel mondo reale alcuni concetti propri delle sue interfacce digitali. Ad esempio, le finestre Pop-Up. Forse il web non era quello a cui pensva l’architetto olandese Hofman Dujardin quando ha progettato Bloomframe: una finestra che “pops up” e si trasforma in un balcone. Geniale.
Bloomframe

(Via Transmaterial)