la definitiva perdita di senso della vita politica italiana

Io la televisione non la guardo. La mattina leggo il giornale e capisco perchè. Bossi minaccia la rivolta armata e suscita solo colpetti di tosse. Sopra le righe l’umbertone, dopo l’ictus non ci sta più con la testa. Intanto la lega va al 9{09232ba4466262c09468f7d852b7fafa1f86d58f2a24d8e9ecb8fa3a8aa2e844} su scala nazionale. Matto si ma mica scemo.

Invece Marco Travaglio dice cose vere, Schifani è davvero amico dei mafiosi: nessuno lo nega! Ma tutti si lamentano che con le sue dichiarazioni – solo perchè ricorda in TV lo schifo della nostra classe politica e lo schifo di Schifani nella fattispecie (il gioco di parole è tristemente inevitabile) allora tutti gli lanciano contro indici perforanti e accusatori. Anche il PD – ormai interessato solo al fondersi nel magma veltrusconico. Il PD difende il PDL contro le accuse dei giornalisti comunisti falsi e tendenziosi.

L’unico a difendere Travaglio è Di Pietro. Di Pietro. Cioè, stiamo messi così?! Fazio si sa che da quando ha condotto sanremo ormai è più filogovernativo (a prescindere dal colore dell’esecutivo) del portavoce del Presidente de Consiglio.

Il paradosso è compiuto: chi dice corbellerie anticostituzionali è considerato un eclettico, sopra le righe ma pienamente rispettabile, votabile, e degno di considerazione istituzionale. Chi dice verità scomode, ma verità, è trattato come un sobillatore nemico della democrazia e antagonista della pacificazione nazionale. Forse Travaglio farebbe bene a minacciare di insorgere – fucili alla mano- contro Schifani e i sui amici mafiosi. Magari così qualcuno gli concederebbe più credibilità.

Paura e Disgusto

P come paura
D come disgusto
L come lako ti sanque

PDLako.jpg

Se qualcuno ha un’idea – per quanto vaga – che si discosti dalla triade:

  • – Espatrio
  • – Suicidio
  • – Montagna

si facci avanti. lo ascolto volentieri.

Peter Greenaway al Salone del Mobile di Milano

Peter Greenaway: l’Ultima Cena di Leonardo

In occasione dei Saloni 2008, l’artista inglese Peter Greenaway fa rivivere uno dei capolavori dell’arte più famosi al mondo, in una straordinaria commistione di linguaggi che comprendono arte, cinema, poesia, musica e la più moderna tecnologia.

Peter Grennaway possiede una straordinaria capacità visionaria che gli permette di fluidificare i linguaggi e fonderli tra loro oltre i vincoli dei canoni, reinventare il cinema ad ogni film come pochissimi sanno fare, penso a “I racconti del cuscino” e “Le valigie di Tulse Luper
Sarà un’installazione imperdibile!!!

Sala delle Cariatidi, Palazzo Reale, Milano
16 aprile – 4 maggio 2008
da lunedì a domenica, chiuso il giovedì (tranne il 17 aprile)
ogni venti minuti dalle 20.00 alle 23.00, primo ingresso 19.45

Ecomostri, la battaglia di Diamante

Ecomostri, la battaglia di Diamante

Una notizia, bella e grossa, è che un comune della Calabria, Diamante, affacciato al mare, lungo una costa tra le più fascinose dell’alto Tirreno, abbia deciso di intraprendere una battaglia legale contro gli ecomostri, contro l’abuso che deturpa, il cemento che inquina. Non accade spesso in Italia trovare un ufficio pubblico che con tanta dedizione tenti il salvataggio del suo bene più caro: il paesaggio.

Accade che un municipio, e non un comitato di cittadini disperati, denunci e gridi allo scandalo. Lo scandalo della costruzione di metri cubi di cemento nel punto più panoramico della città, dove sta per essere eretto (e visibili sono i primi mattoni) un palazzo nel luogo in cui lo sguardo era ampio e libero: il mare di fronte, di qua e di là. Lo scandalo, la vergogna, di una seconda lottizzazione, questa volta di trentamila metri quadrati, a ridosso del parco archeologico. Anzi, quasi dentro il parco.

La brutta notizia è che il Tar di Catanzaro ha dato ragione non al municipio ma all’impresa costruttrice.

Chissà come mai… adesso scopro chi è l’appaltatore e poi vi dico se è la solita mafiata oppure è giusto credere ai vizi di forma

W DIAMANTE

(Via la Repubblica.)

Tatuarsi gli occhi

eyetattooWN_450x400.jpgHai sempre sognato di avere gli occhi blue come Paul Newman senza usare le lentine? Adesso è facile come avere una sirena discinta sipinta sul bicipite. Basta una punturina (ehm, diciamo una quarantina) di colore blu misto ad antibiotico, direttamente nell’occhio. Il volontario per l’esperimento effettuato dall’azienda canadese (una volta tanto non sono stati gli ammeriCani!) ModProm si chiama Pauly, soprannominato ‘the Unstoppable”. C’è da aggiungere altro? Beh, anche se la ModProm assicura che continuerà a vederci, prima di provarci aspettate di sapere se Pauly guarisce o resta cieco. ma blue.

(Via Metro.)

Perchè IKEA sta avanti

ikea-IM.pngHanno rivoluzionato il mercato del mobile. Prima c’erano grassi panzoni che ha consegnarti una scrivania ci mettevano 2 mesi, poi sono arrivati gli svedesi volanti che te la porti a casa subito e la paghi un quarto.

Effetto collaterale: tutte le case degli studenti fuori sede e lavoratori precari hanno gli stessi mobili. Identici.

Ok, la svolta economica del cash&carry applicata ai mobili ha rivoluzionato quel mercato (spingendo anche altri a darsi una mossa o soccombere. Ma è dalle piccole cose che si vede la propenzione determinata ad innovare.

Ho provato il servizio E-Shop di Ikea – attivo per il momento solo in Lombardia: ottimo ed economico, a parte il corriere, SDA, al quale si sono affidati che fa letteralmente schifo e cozza con il resto del servizio.

Inoltre, in un mondo popolato di call center dove l’operatore è un minotauro nascosto in un labirinto di biforcazioni tracciato sulla tastiera del telefono ecco la pensata geniale: chi fa E-Shop usa il computer e allora perchè fargli usare il telefono per chiedere informazioni ad un operatore? Molto meglio un Instant Messenger in un pop-up che si apre direttamente dal sito.

Et voilà!

Bravi bravi… Ora, che qualcuno dei nostri archeo imprenditori italici prenda esempio, grazie!

KRAPFEN ATTACK!

In questo 12 dicembre di lutto e di memoria mai sopita, siamo qui a ringraziarvi dolcemente per averci regalato un bel “pacco sicurezza”.
L’avete fatto per il bene di tutti e tutte noi, per farci sentire tutti e tutte più a nostro agio nella nostra quotidianità di “produci, consuma, crepa”.

FINALMENTE ORA ABBIAMO DELLE SICUREZZE

Sicuri di morire bruciati grazie a un padrone delle ferriere alla quarta ora di straordinario (defiscalizzato) con gli estintori scarichi e l’allarme disattivato per risparmiare sui costi.

Sicuri di cadere da un ‘impalcatura senza misure di sicurezza, in nero a trenta euro al giorno, nei cantieri dei vostri amici palazzinari, per far crescere il PIL di Roma Capitale.

Sicure di andare a dormire in baracca sotto un ponte, visto che con i famosi trenta euro una casa te la sogni, e di essere trattate come criminali da rispedire al mittente in nome della sicurezza nazionale, versione postmoderna della pulizia etnica.

Sicuri di un futuro da precari, creatori di ricchezza che poi finisce nelle tasche di qualcun altro.

Sicure di subire violenza tra le mura domestiche o all’ombra di una sacrestia.
Sicuri di essere discriminati per le nostre preferenze sessuali.

Sicure che i torturatori di Bolzaneto e della scuola Diaz (Genova 2001) saranno omaggiati di una bella promozione.

Sicuri di morire in carcere pestati dalle guardie per avere coltivato qualche piantina di maria.

Sicuri di morire ammazzati da un pistolero di stato che fa il tiro a segno in un autogrill.

Sicure di finire in galera per antifascismo militante.

Sicuri di vivere in un paese in guerra che in nostro nome bombarda uomini, donne e bambini “terroristi” e che per questo aumenta a dismisura le spese militari.

Sicure di essere trattate come “nemico interno” se manifestiamo contro la guerra.
Sicuri di svegliarsi una mattina e ritrovarsi davanti al naso un inceneritore, una centrale a carbone, una nuova discarica, una base militare, un’inutile ferrovia superveloce.

Sicure che la mafia è diventata talmente potente che ormai è innominabile (è un’invenzione di chi vuole male al paese).

Sicuri di essere controllati, spiati, ascoltati, monitorati 24 ore su 24.
Sicure che il vostro simbolo elettorale è una schifezza grafica che fa il paio con la vostra schifezza morale.

Sicuri e sicure che state mettendo in opera un progetto di deriva autoritaria, finalizzata a reprimere il conflitto sociale e il dissenso di tutti coloro che non amano la pacificazione vagheggiata dalla governance di SuperWalter.

Allora beccatevi i nostri krapfen umanitari, le nostre bombe alla crema intelligenti, che vi vadano di traverso.

12 dicembre 1969 NO ALLA STRATEGIA DELLA TENSIONE
12 dicembre 2007 NO ALLA STRATEGIA DELLA PAURA

Convergenze parallele

Io invece comprendo proprio poco in questa storia di ultras e poliziotti che son fatti della stessa pasta e giocano a fare la guerra solo per il gusto di darsele. Se la polizia uccide un ragazzo per la strada (se il nome Federico Aldrovandi ti dice qualcosa) oppure un fricchettone in carcere, tutti subito a coprirli giustificarli proteggerli politici giornalisti baracche e burattinai.

Dobbiamo ringraziare gli ultras perchè sono gli unici che s’incazzano? Gli ultrà laziali FASCISTI?!

mentre penso se siano più pericolosamente fuori controllo gli sbirii o gli ultras mi viene solo voglia di vomitare. e espatriare.

(Via Sicuro, il mondo è questo e nulla….)

Censor in Musica

Le forbici del vaticano (che è uno stato estero) continuano a tagliuzzare il mondo dell’editoria italiana, specie quella musicale. Forse perchè quell’altra è già così brava ad autocensurarsi. come quando le coraggiose music tv italiane censurarono il video “La penisola dei famosi” dei Cayo Rosso perchè Madaski pronunciava le sacre parole “nel nome del padre del figlio e dello spirito santo
cayorosso - penisola dei famosi_BROADCAST.jpg

Adesso è toccato alla storica rivista musicale Mucchio Selvaggio, rea di aver messo addirittura in copertina un bel fotomontaggio con Paparazzi-ngher che “tiene tra le mani la testa mozzata di Veltroni) a significare, oltre la sostanziale inutilità della Primarie del nascente Partito democratico, che chiunque sia il vincitore sarà sempre il Vaticano a tenere le fila.”
mukblasf-20071016-140758.jpg

Visto che l’autocensura al Mucchio gli rimbalza, allora ecco che “Il Pretore di Trani ha ritirato le copie del mensile dalle edicole per oltraggio alla religione, (qualsiasi cosa significhi)”. Ma allora perchè non hanno ritirato Calderoli dalla TV quando con la sua maglietta oltraggiò la religione musulmana?
Misteri del subcontinente italico.

[via Mucchio]

Non ce la faccio più a vivere in uno Stato come questo

Fate copia ed incolla del testo qui sotto ed inviatelo al Quirinale da
questo link:

https://servizi.quirinale.it/webmail/


L’inchiesta sulla morte di Federico Aldrovandi è stata affidata dal
Procuratore della Repubblica, Severino Messina, ad un ufficio di polizia
giudiziaria diretto da Pietro Angeletti, convivente di Monica Segatto, uno
degli imputati.

È uno scandalo che tale persona non abbia ritenuto, durante le difficili
indagini sulla morte di mio Federico, di fare un passo indietro così come è
uno scandalo che il Procuratore della Repubblica non ne abbia richiesto
anche temporaneamente l’allontanamento avendo il potere e il dovere di
farlo. Provi a pensare ad un ufficio di polizia in cui tutti i colleghi
devono indagare sulla convivente, anch’essa collega, del loro capo.

È uno scandalo che il magistrato titolare dell’inchiesta, Maria Elena
Guerra, pur sapendo di avere il figlio indagato dalla stessa polizia per
spaccio di droga a minori, abbia continuato a fare indagini per ben tre mesi
interrogando e reinterrogando tutti gli amici di Federico:
non certamente,credo, per chiarire le cause della sua morte.

È uno scandalo che il Procuratore Capo della Repubblica, essendo
perfettamente al corrente, abbia permesso tutto ciò.
Questa non è certezza del diritto, questa non è giustizia uguale per
tutti, e io credo che occorra mettere di fronte alle proprie responsabilità
chi, in questo modo, manca di rispetto alle proprie funzioni quando dovrebbe
viceversa farsi garante dei diritti di tutti i cittadini che devono essere
uguali di fronte alla legge.
<

/p>
Si pensi che la macchina della polizia contro la quale si sarebbe fatto
male Federico, non è stata sequestrata ed è stata lavata e riparata
sottraendola all’esame dei periti del GIUDICE

Si pensi che i manganelli rotti sul corpo di Federico non sono stati
sequestrati ma sono stati consegnati, ripuliti, solo dopo l’esplosione del
blog.

Si pensi che le cassette contenenti le registrazioni delle conversazioni
tra le voltanti intervenute e la centrale, dove uno dei poliziotti
riconosceva di averlo pestato di brutto per mezzora, non furono sequestrate
ma acquisite soltanto dopo l’esplosione del blog

Si pensi che quando ancora non si sapeva che cosa fosse veramente
accaduto, il giorno dopo il conferimento dell’incarico dell’autopsia, il
procuratore capo da una parte e l’allora questore Elio Graziano dall’altra,
rilasciarono perentorie interviste su tutti i giornali della città, dicendo
che il poliziotti avevano agito in modo perfettamente corretto, e dall’altro
dicevano che non era morto a causa delle percosse subite dai poliziotti,
facendo sì che tutti coloro che viceversa avevano visto cos’era accaduto,
conoscessero bene le convinzioni delle autorità inquirenti.

Si pensi che quando gli avvocati della famiglia Aldrovandi, Fabio Anselmo
e Riccardo Venturi, si sono ribellati a questa situazione sono stati
denunciati all’ordine ed è stato aperto contro di loro, e anche contro la
madre, un fascicolo per calunnia, poi rapidamente archiviato e trasformato
in diffamazione e inviato a numerose procure d’italia, presso le quali però
non ne abbiamo più trovato traccia.

Nonostante sia poi emerso che atti inerenti all’indagine sono stati
falsificati e sottratti all’indagine del nuovo magistrato incaricato, dr
Proto, che sta tentando, con impegno e dedizione, di rimediare ai danni
fatti all’indagine dalla sua collega, il comandante della squadra di polizia
giudiziaria isp Pietro Angeletti è ancora al suo posto.

Questo succede a
Ferrara, città del nord.

E’ questa loro violenza, e la loro arrogante pretesa di impunità, mi
riferisco a chi ha ucciso Federico e oltraggiato la sua memoria, che
allontana la gente dal senso di fiducia nella polizia.
Quando mai si è visto
intervenire le associazioni sindacali in difesa di persone che vengono
accusate della morte di un uomo?

Esistono forse categorie di persone che sono MENO UGUALI delle altre e che
per questo possono godere di privilegi che ad altri non vengono dati?La
legge è uguale per tutti e la giustizia deve agire in modo uguale per tutti.

SIG. PRESIDENTE, IO LA IMPLORO. PONGA FINE A QUESTA INDECENZA.

Nome e Cognome …………………………………..

Email ……………………………………….


Arsenico e vecchi tromboni

Mike Bongiorno e Loretta Goggi insieme conducono Miss Italia litigando tutto il tempo e anche dopo.
Mike Bongiorno e Loretta Goggi insieme hanno 140 anni.

Centoquaranta!

Ma una bella pensione e cavarsi dalle palle e largo ai giovani, no?!
Se almeno fossero dei professionisti… almeno, sai, con loro non si corrono rischi di figuracce.
Il marito della Goggi, tal Gianni Brezza (che probabilmente ha 140 anni da solo, l’artereosclerosi e la brezza nel cervello), ha tirato una testa a un giornalista del Messaggero reo di non avever salutato il Brezza e consorte (poi dici Zidane…).
Altro che pensione, questi andrebbero rinchiusi.
TUTTI!

[Via uno sconfortante articolo di Repubblica.it]