so long ffriends

a friendfeed mi sono iscritto nel 2009, spinto da uno studio che stavo facendo sugli RSS. nonostante all’epoca avessi un blog (ancora in piedi ma in disuso) e ne leggessi diversi assiduamente (di cui alcuni di gente che stava su ff, senza che io lo sapessi), non ho mai interagito molto con altri bloggherz, anzi ad essere sinceri tutta la scena delle blogstarz, ma soprattutto l’isteria del mi ha commentato, non mi ha commentato etc la trovavo abbastanza deprimente. per cui anche su ff ero più interessato alla meccanica del feed che all’interazione sociale. vuoi anche perché all’epoca ero più impegnato a ghettarmi una laif. per anni, mentre intorno a me impazzavano i meglio flame della storia del socializzo, io lo usavo solo come aggregatore di vari feed, tipo anche FEISBUK (dove tra l’altro scrivevo status in terza persona)! ammetto che probabilmente mi sfuggiva qualcosa, ma non capivo la dinamica, provai a portare dentro degli amici delle chat, senza grande successo.  poi nel 2011 cercavo lavoro come freelance per percorsi alternativi e trovai nel tag #offrolavoro qui su ff un discreto canale che mi fruttò anche qualche colloquio e qualche lavoretto. anche perché l’unico utente veramente attivo che seguivo su ff era il mio ex capo dell’epoca degli ras. quindi credo – e credendolo ora mi sembra per certi versi paradossale – finì sul socialino in cerca di lavoro. e siccome ci passavo tutti i giorni per vedere s’era spuntato qualcosa, inizia a commentare il mio ex capo (no, non vi dico chi è) e a seguire qualcuno di quelli che seguiva lui, sapete com’è, partendo da qualche commento che suscita stima. e piano piano ho iniziato ad intravedere una parte della fittissima rete sociale che si estendeva, fondamentalmente nascosta all’utente profano seppur non novello. tipo quando vai a vivere in una città nuova, ti aggiri magari per anni per vicoli e vie dove dentro i portoni succedono cose inaudite, senza neanche sospettarne. poi conosci persone e scopri che in quei portoni c’è un mondo. insomma man mano che timidamente richiedevo iscrizioni a gruppi, persone, addirittura lucchettati, iniziavo a comprendere cosa si agitava li dentro. per farla breve, il lavoro passò in secondo piano (anche per altre fortunate contingenze esterne) e la visita quotidiana era per leggere le conversazioni, le notizie, gli spunti, giasapete. capiì fortunatamente presto che aria tirava, che menti pronte e che dita aguzze battevano sulle vostre tastiere, quindi ho passato lungo tempo a studiare i protocolli sociali, la lingua haha a proposito, uno dei primi commenti lo feci per correggere la grammatica di una frase tipo GIAO O FAME, roba da scavarsi una fossa volta all’occultamento seculum seculorum.

memeore di tale figura (e di un altro paio) decisi di fare più attenzione, però avevo un problema: non riuscivo a capire cosa cazzo erano queste minchia di stansette! intuivo, per conoscenza informatica, si trattasse di una specie di gruppi, liste o come volete chiamarle, ma possibile si chiamassero stansette?! piuttosto che chidere e fare un’altra figura mi sarei ghettato immediatamente una laif, e invece, google “friendfeed stanzette”, da cui finii su un blog di friendfeeders (non chiedetemi quale) dove si nominavano appunto le stanzette. allora commentai chiedendo delucidazioni con aria da navigatore innocente capitato li per caso, la risposta fu abbastanza esaustiva e coronata dalla frase ” ma sei non conosci friendfeed non puoi capire” grazie cara e arrivederci. da li è stato un crescendo, la prima volta che roi mi ha commentato mi sono emozionato, quando ho scoperto che cesare pyto gattini era una donna e si chiamava giummi sono rimasto sbalordito, e poi capire chi era sposato con chi, chi stava insieme, chi era amico di chi e nemico di chi è stato un bellissimo passatempo. sui contenuti e su tutto quello che è passato in questi pochi(per me) anni, per il LOL e non solo, non mi dilinguo, mi sembrano lo abbiano già fatto in tantissimi molto più autorevoli di me, però i personaggi, ecco, sono diventati per me, come i protagonisti di un romanzo, di uno di quei romanzi che vorresti non finissero mai dove ti affezzioni talmente tanto ai protagonisti che a finire il libro ti sembra di ucciderli. ho pensato diverse volte a questo sottografo italiano di questa cerchia del friendfeed come ad una gigantesca opera di post letteratura verità, personaggi più o meno reali, trame più o meno reali, arcipelaghi di aneddotica di vita vissuta, ricombinata, rielaborata alcuni ffers ho anche iniziato ad incontrarli dal vivo, per i motivi più disparati, comprare un telefono, passare a trovarli a un banchino, andare a un loro concerto, solo con dania non mi sono palesato, era una situazione troppo cosa cazzo, però per il resto siete diventati parte della mia vita, con sommo sbigottimento di anche un paio di fidanzate, io quando sento so call me maybe la prima cosa che mi viene in mente è pea, per dire, e non l’ho mai neanche vista! bifcottini, giao, e altra simpatica terminologia, me la sono portata nella vita privata, è finita nel linguaggio amoroso di più di una relazione, qualche mese fa son partiti degli #fftop20 ed ero in una lista! questa cosa mi ha veramente commosso, quasi mi sentivo già parte della famiglia, quando nei cieli è apparso il meteorite. ma questa del resto è un po’ la storia della mia vita. so long ffriends.

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